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Tella
La semplicità è il suo carattere,
esaltato però da una decisa stagionatura,
nella media almeno dieci settimane. Ottenuto con
latte parzialmente scremato, piccole forme
pazientemente lavate con acqua e sale, per
consentire una perfetta, naturale evoluzione
casearia. La sua crosta, resistente, emana decise
fragranze, avvolgenti, con note di funghi dei prati
alpini. La pasta è duttile, compatta e
burrosa nel contempo. Al naso ricorda le variegate
erbe del pascolo e pure al palato rilancia medesime
sensazioni, nette e incisive, talvolta evolute, tra
timbri gustativi personalissimi, che vanno dalla
frutta selvatica alla mandorla, dall'albicocca al
gheriglio delle noci. Formaggio ideale per
variegati usi culinari, per prelibati accostamenti
o morbidose fondute. Ma anche per un consumo
conviviale, assieme al pane tipico della Venosta -
l' Ur paal - e ad un buon bicchiere di vino rosso,
possente quanto importante come il Lagrein.
Da
una recensione di Nereo Pederzolli - slow
food
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